Le cure primarie e la Medicina Generale in particolare stanno vivendo in Italia, come in tutto il Mondo, una sorta di vera e propria “rivoluzione” dovuta ad un insieme di fattori quali i cambiamenti demografici ed epidemiologici, la velocissima evoluzione tecnologica, lo sviluppo di sistemi di sanità digitale e la continua necessità di proporre soluzioni efficienti ed efficaci nel rispetto della sostenibilità economica del Sistema.
A tutto questo va aggiunto il profondo cambiamento anche nella popolazione dei medici operanti nel territorio che, nel giro di pochi anni, hanno visto l’uscita dalla professione della maggioranza dei medici di famiglia in attività e l’ingresso massiccio di colleghi giovani, talvolta anche in fase di completamento del percorso di formazione specifica.
È giusto dunque guardare al futuro, ma tenendo anche presenti le esigenze di natura organizzativa, formativa e normativa che si accompagnano a questi cambiamenti.
Da qui l’importanza di creare occasioni di analisi e di confronto tra i “vecchi” e i “nuovi protagonisti” della Medicina Generale alla quale è richiesto, ogni giorno di più, di mediare tra malattia e salute, tra sofferenza e benessere, intervenendo sui bisogni di salute dei pazienti, ma facendo i conti con le esigenze dell’economia e i vincoli della burocrazia.
Ed è altrettanto indispensabile lavorare per individuare nuovi modelli formativi ed organizzativi che consentano di migliorare la medicina di famiglia, la cui esistenza risulta indispensabile per garantire cure efficaci, eque e omnicomprensive a tutta la popolazione senza distinzioni di genere, età e sesso.